A Natale del 1965 Luigi Ciotti, che già da alcuni anni era impegnato in attività di volontariato, propone ad alcuni giovani di ascoltare quel “morso del più” che sentivano dentro e di fare qualcosa insieme per chi vive situazioni di disagio ed emarginazione. E’ l’inizio di un percorso che porterà lontano. Il gruppo che si costituisce si dà il nome di “Gioventù Impegnata”. Verso la fine del 1968 avviene un’importante trasformazione: “Gioventù Impegnata” decide di cambiare nome. Il nome verso cui si orientano i giovani volontari è “Gruppo di Abele”.
L’11 novembre il cardinale Padre Michele Pellegrino ordina sacerdote Luigi Ciotti, e gli affida come parrocchia “la strada”.
…Il Gruppo Abele di Don Luigi Ciotti ha interpretato (dal 1965 ad oggi) l’essere cittadini a partire dalla strada. Una strada che in questi anni ci ha parlato non solo di droghe, ma dei tanti volti, nessuno escluso, di chi fa più fatica: aids, alcolismo, immigrazione, carcere, prostituzione, senza fissa dimora, giovani disadattati, malattia mentale, solitudini diverse…
Rispondere a queste realtà con servizi di accoglienza (comunità residenziali, centri diurni, dormitori, servizi a bassa soglia e lavoro di strada) e domandarci il perché di queste ingiustizie con investimenti culturali diversi (riviste, casa editrice, proposte di formazione, prevenzione e di supporto educativo) è – da sempre – il metodo e la proposta del “fare”: per promuovere quella pratica della cittadinanza attiva che trasforma la solidarietà in corresponsabilità degli uni per gli altri. Denuncia e proposta, dunque, per un presente più giusto e un futuro migliore.
Il Gruppo Abele è strutturato in modo da fornire servizi solidali in favore dei più deboli: Accoglienza, Cultura e In-formazione, Consorzio Sociale Abele Lavoro, Cooperazione Internazionale, Collaborazione con altre Associazioni.
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